|
JAPIGIA IN POSA_DIARIO
E’ iniziata l’avventura che ci porta a Japigia per una serie di appuntamenti.
Non sappiamo esattamente cosa ci aspetta, soprattutto perché, per la scelta delle location, ci siamo fatti veicolare da chi, la zona, la conosce meglio di noi.
Domenica 27 dicembre: Chiesa di San Matteo.
Una chiesetta forse romanica, trasformata e reintegrata da un cortile ed un’altra chiesa.
Luogo accogliente.
Il cortile diviene il set fotografico.Due personaggi vendono sacchetti di limone per raccogliere offerte. Uno di loro diventa nostro amico…
il gioco è cominciato.
Iniziamo a chiedere, con l’aiuto del nostro complice, di posare per noi.
All’ inizio un po’ di perplessità…poi, con il passare del tempo, entriamo in amicizia. E quindi i primi ritratti: le signore, le coppie, le ragazze, il parroco e gli amici.
Domenica 03 gennaio 2010: Centro Rom di via Caldarola.
Il nuovo anno è iniziato.
Anche in questo casa nessuna idea di quelle che sarebbe potuto succedere: eravamo state lì per parlare con Daniel, il Capo Villaggio che aveva dato la massima disponibilità.
Il tempo incerto, arriviamo e Lui non c’è: ha delegato suo figlio che ci accoglie con un tavolo e due sedie verdi bellissime.
Arriva la pioggia, pioggia che diviene forte. Ci rifugiamo in una stanza con soffitto di ante. Decidiamo di essere noi a cercare i nostri ritratti.
Molte donne e molti ragazzi.
Molti bambini e molte donne incinta.
Iniziamo anche qui. Con la nostra ricerca sempre più accogliente.
Pochi nuclei familiari che si intrecciano tra di loro.
Lunedì 04 gennaio 2010: Il mercato coperto.
Altra tappa del nostro set itinerante: il mercato coperto, piccolo mercato di Via Caldarola, collocato in un punto centrale del quartiere, frequentato da abitanti storici e mercanti.
Difficile, soprattutto all’inizio, convincere la gente a posare per noi. Non ne capiscono l’utilità, non capiscono lo scopo del progetto…oppure sono di fretta.
Tante domande e molta diffidenza. I primi a cedere sono i venditori, che si lamentano della crisi e vogliono comparire con un frammento di attività.
Ci avviciniamo alla gente intenta all’attività domestica, diffidenza e imbarazzo le frequenti reazioni; ma anche in uesto caso, con il passare del tempo la nostra presenza diviene familiare, e, tra giochi e battute i mercanti diventano nostri complici e convincono la gente posare per noi.
Una colorata e variegata raccolta di ritratti.
Alle 13,30 il mercato è finito, la gente va via, e si smontano le piccole attività.
|