JAPIGIA IN POSA - DIARIO E’ iniziata l’avventura che ci porta a Japigia per una serie di appuntamenti.Non sappiamo esattamente cosa ci aspetta, soprattutto perché, per la scelta delle location, ci siamo fatti veicolare da chi, la zona, la conosce meglio di noi. 
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PORTRAIT; JAPIGIA IN POSAa cura di Francesca Speranza
 “Portrait; Japigia in posa” è un progetto fotografico che si sofferma sull’identità della gente per ricostruire il quadro sociale e culturale di un luogo. Un operazione artistica che utilizza il ritratto e si relaziona con la gente per evidenziare le pratiche ricorrenti di un territorio, restituendone un unicum vero, originale e variegato.Il ritratto: “genere fotografico capace di evidenziare lo status e la personalità del soggetto ritratto” e/o “raffigurazione che svolge in maggiore misura funzione di rappresentazione sociale” diviene pretesto di interazione con la gente e con i luoghi; una postazione fissa è la possibilità di indagare sui meccanismi e sulle abitudini della gente, offrendo la possibilità di avvicinarsi ad essa in modo naturale e non invadente. |
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SECONDA STELLA A DESTRA
a cura di Patrizia Pirro, Giandomenico Florio, Gianni D'Amico, Eleonora Adesso
Uno dei caratteri del quartiere Japigia che più colpisce è una quasi totale isotopia dello spazio, la ripetitività delle forme, la scarsa varietà di linguaggi urbani.
La presenza diffusa di grandi spazi ritagliati e non utilizzati e la percezione di uno strano “gigantismo” di cui sembrano afflitti le infrastrutture e servizi collettivi, producono uno spazio infinitamente dilatato rispetto alla scala dell’uomo. La distanza fra le cose è tale da non riuscire a costruire relazioni tra gli oggetti e tra l’uomo e lo spazio. Il senso di spaesamento che si produce nell’individuo (il passante, l’abitante, il flaneur) sembra colmabile esclusivamente con l’aumento delle velocità di transito.
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ACCORCIARE LE DISTANZE
a cura di Antonella Milano, Valentina Simone, Iolanda Bianchi, Luca Negrogno
Nella convinzione che recuperare e migliorare un quartiere significhi anche interagire nelle piccole pratiche quotidiane che ciascun abitante mette in opera per i propri necessari tentativi di affermazione, il progetto “Accorciare le distanze” propone, sulla base di un’analisi sociologica delle dinamiche quotidiane della popolazione del quartiere Japigia, la possibilità di dare legittimità a pratiche consolidatesi spontaneamente nel tempo.
Dall’osservazione diretta dei flussi, la pratica quotidiana emersa in maniera più lampante è quella dello spostamento giornaliero di un cospicuo numero di pedoni da un nodo all'altro del reticolato urbano attraverso in numerosi campi incolti della zona, pratica nata come spontanea connessione tra i fulcri catalizzatori del territorio e l'imponenza dei blocchi di edilizia popolare. |
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LABORATORIO URBANO - CREARE UN MURALES
a cura di PIN
La preoccupante mancanza di spazi (fisici e mentali) nelle nostre citta', si scontra e soffoca sempre piu' spesso la necessita' di comunicare idee, denunciare problemi, esprimersi artisticamente.
C'è bisogno di colori perchè l'unico grigio necessario è quello che abbiamo nella testa. Creando murales si riducono gli spazi grigi. Attraverso la creazione di un murales l’abitante di Japigia svilupperebbe un maggiore senso di appartenenta e quindi di rispetto del territorio, e un confronto sociale con i suoi coinquilini. |
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