LABORATORIO URBANO - CREARE UN MURALES

a cura di PIN

La preoccupante mancanza di spazi (fisici e mentali) nelle nostre citta', si scontra e soffoca sempre piu' spesso la necessita' di comunicare idee, denunciare problemi, esprimersi artisticamente.

C'è bisogno di colori perchè l'unico grigio necessario è quello che abbiamo nella testa. Creando murales si riducono gli spazi grigi.

Attraverso la creazione di un murales l’abitante di Japigia svilupperebbe un maggiore senso di appartenenta e quindi di rispetto del territorio, e un confronto sociale con i suoi coinquilini.

ITER PROGETTUALE

1. Scelta della superficie da dipingere. Facciata di un palazzo  o muro di cinta di un parco, l’importante è che ci siano i permessi necessari (occupazione di suolo pubblico,  DIA o concessione comunale per la realizzazione dei lavori, consenso degli abitanti più vicini alla location). La postazione e il luogo del laboratorio saranno all’aperto, sfruttando un gazebo o possibili ripari urbani.

2. Promozione pubblicitaria dell’evento mediante affissione di manifesti sulla superficie destinata all’opera. Diffusione, mediante semplice volantinaggio, della scheda di partecipazione contenente il programma delle 5 giornate, alcune semplici domande e una riproduzione in scala della superficie da disegnare. Nella scheda il cittadino sarà libero di dare un contributo creativo alla fase progettuale, rispondendo alle domande o semplicemente scarabocchiando la sua idea di murales.

3. Il laboratorio si svilupperà in 5 fasi. Ogni fase verrà eseguita nell’arco di un’intera giornata, per un totale di 5 giorni da suddividere nei tre mesi destinati all’evento.

FASI

Fase 1 - Primo sopralluogo dell’evento, attraverso un gazebo attrezzato con un banchetto info. Verranno distribuite delle schede di partecipazione. Attraverso queste schede si chiederà la partecipazione anche solo passiva al laboratorio. Il primo intervento sulla superficie indicata sarà l’imbiancatura e la scrittura a caratteri cubitali, con l’uso di stancil creati durante il laboratorio (cartoncini, taglierini e pittura):

“DI CHE COLORE era JPG?”

con rimando al giorno del secondo incontro, il tutto con la partecipazione dei passanti e degli interessati. È Il messaggio esca del progetto. Invita con un linguaggio fresco e accattivante a riflettere su se stessi. Questa fase rappresenta l’input all’intervento artistico. Dove il cittadino diventa committente e partecipante al tempo stesso. In questa giornata si possono fare relazioni pubbliche, scattare foto alle fondamenta dell’evento, ma cosa più  importante, si dà appuntameto alla seconda fase.

Fase 2 - La seconda giornata rappresenta la risposta al quesito lanciato. Di che colore era JPG?. La domanda annuncia la fase di ricerca e di progettazione per la realizzazione del murales. Posta negli incontri con la popolazione insieme ad altre domande, servirà a capire cosa vorrebbe vedere su quel muro l‘abitante di Japigia. Durante questo incontro la superficie verrà colororata del colore sociale scelto mediante brainstorming o pareri raccolti (schede di partecipazione,mail, questionari), ma soprattutto attraverso il laboratorio urbano. Successivamente, verrà realizzata la scritta relativa al secondo quesito:

“CHI è JPG?”

con rimando al giorno del terzo incontro. Inizierà la discussione su “chi è Japigia” o meglio su come si potrebbe rappresentarla.

Fase 3 - Determinazione dell’idea da rappresentare nel murales, attraverso l’analisi e la progettazzione delle proposte scaturite negli incontri. Progettazione delle prime bozze su carta. Realizzazione delle prime bozze su muro. Realizzazione della frase:

“IO sarò JPG!”

con rimando al giorno del quarto incontro. Questa operazione permette agli abitanti del quartiere di inglobare l’aspetto e il cambiamento dell’area indicata.

Fase 4 - Visione finale delle bozze. Traccia definitiva su muro. Colore! Muniti di rulli, colori acrilici, e tanta volontà, si passerà alla realizzazione del murales. Il tutto con la mia supervisione e direzione artistica. Saluti e appuntamento all’ultima giornata.

Fase 5 - Ultimi ritocchi al murales. Motore, attore e direttore artistico del progetto sarò io, in qualità di esperto nel settore e di artista già impegnato da diverso tempo nella comunicazione urbana, con progetti affini. Nel laboratorio, lancerò input e mi confronterò con il pubblico cercando di mettere la mia esperienza a disposizione di tutti. Sarò il filtro dei pensieri negativi che respirano e sarò la matita delle loro idee. Mi occuperò di supervisionare le bozze realizzate dai partecipanti al laboratorio cercando di rispettare le loro capacità e i messaggi che vogliono trasmettere. Cercando di mettere a loro disposizione le mie conoscenze tecnico-artistiche.