ACCORCIARE LE DISTANZE

a cura di Antonella Milano, Valentina Simone, Iolanda Bianchi, Luca Negrogno

Nella convinzione che recuperare e migliorare un quartiere significhi anche interagire nelle piccole pratiche quotidiane che ciascun abitante mette in opera per i propri necessari tentativi di affermazione, il progetto “Accorciare le distanze” propone, sulla base di un’analisi sociologica delle dinamiche quotidiane della popolazione del quartiere Japigia, la possibilità di dare legittimità a pratiche consolidatesi spontaneamente nel tempo.

Dall’osservazione diretta dei flussi, la pratica quotidiana emersa in maniera più lampante è quella dello spostamento giornaliero di un cospicuo numero di pedoni da un nodo all'altro del reticolato urbano attraverso in numerosi campi incolti della zona, pratica nata come spontanea connessione tra i fulcri catalizzatori del territorio e l'imponenza dei blocchi di edilizia popolare.

Il progetto "Accorciare le distanze" ha come finalità la costruzione di occasioni semplici di espletamento di tale micro-pratica quotidiana in uno spazio al quale, attraverso un'opera di basso impatto ambientale e bassissimi costi economici, vengano restituiti dignità e riconoscimento.

"Accorciare le distanze" è, pertanto, sia un tentativo di rendere dignitosamente percorribili i sentieri scavati dalla concretezza quotidiana, sia un invito alla possibilità di aprire sentieri all'immaginario, di ridurre le distanze che confinano ciascun abitante nello spazio privato delimitato dalla "proprietà".

La constatazione dello stato di fatto delle vie alternative di spostamento pedonale, createsi in luoghi ad alta vocazione di attraversabilità, quali sono i campi incolti del quartiere, ci mostra come esse, sebbene nate da un’esigenza pratica  - quella di connettere tra loro due punti percorrendo il minor tragitto possibile - non si presentano come aree attrezzate per l’espletamento di tale funzione.  

La finalità del progetto prevede, quindi, la fornitura di servizi minimi di percorribilità dei sentieri attraverso percorsi realizzati con pavimentazione mobile, installazione di strutture autoilluminanti, e piccole aree di socializzazione che si ubicano nell’area interessata, composte da arredo urbano realizzato con materiale di riciclo, recuperato e rielaborato grazie alla partecipazione della popolazione.

Nello specifico, la pavimentazione sarà realizzata tramite l’accostamento di bancali in legno (pallets), decorati con la partecipazione degli alunni delle scuole; tale pavimentazione sarà munita di eventuale corrimano, realizzati con bastoni di scopa, sormontati da piccole piantine contenute da sturalavandini. Il sistema di illuminazione sarà composto da paletti bassi in legno,  ancorati temporaneamente al terreno, ricoperti di vernice fosforata fotoluminescente, capace di restituire durante le ore notturne la luce accumulata con la luce solare. In una fase successiva verranno realizzati gli elementi che comporranno l’arredo dell’area interessata, creati a partire da oggetti d’uso comune (sedie, puff, poltrone, tavolini..), rielaborati e decorati tramite l’intervento degli abitanti del quartiere.